domenica 29 dicembre 2019

Piccola meditazione per il Tempo di Natale

Guardate gli angeli. Totalmente liberi, essi adorano, lodano, cantano l'infinita bontà di Dio, formano la sua corte celeste; mostrano che non c'è null'altro da fare se non diventare delle lodi di gloria; mostrano che la suprema umiltà è dimenticarsi di sé nell'ammirazione e nascondersi nella luce.
Tale è la vocazione di ogni cristiano: vi esorto quindi ad attingere intensamente nel tesoro delle grazie del Natale; vi troverete in tutta la sua profondità la verità dello spirito filiale, la povertà dei pastori, il silenzio di Maria, l'esultazione degli angeli. E, come loro, annuncerete con dolcezza che la Pace di Dio discende sugli uomini di buona volontà.


[Dom Gérard Calvet O.S.B. (1927-2008), meditazione, in Missel quotidien complet pour la forme extraordinaire du rite romain, Éditions Sainte-Madeleine, Le Barroux 2013, p. 68, trad. it. di fr. Romualdo Obl.S.B.]



Share/Save/Bookmark

lunedì 25 novembre 2019

P come pace - San Benedetto per tutti / 12


Pax in lumine: questa è la divisa dell’abbazia del Barroux. La pace proviene dunque da una luce. Ma qual è questa luce capace di produrre un tale frutto? È l’umiltà, cuore della Regola di san Benedetto. L’umiltà è quindi una luce che pacifica, poiché ponendoci al nostro posto giusto sotto lo sguardo di Dio, essa rimette tutto in ordine nella nostra vita e ci stabilisce così nella verità.
Trovare la pace dipenderà perciò dall’umiltà con la quale vivremo la nostra relazione:
1. Con Dio. Siamo al nostro posto giusto quando Dio è il primo! “Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria” (Sal 113,1). Osserviamo se nelle grandi come nelle piccole cose della nostra quotidianità Dio è realmente servito per primo.
2. Con noi stessi. “Attribuire a Lui e non a sé quanto di buono scopriamo in noi, ma essere consapevoli che il male viene da noi e accettarne la responsabilità” (RB IV,42-43). Questo sguardo autentico verso sé stessi è pacificatore, perché ci incita a riporre la nostra speranza solo in Dio. Sappiamo inoltre che l’apertura umile e sincera a un padre spirituale è un mezzo efficace per trovare la pace dell’anima (RB VII, quinto grado dell’umiltà).
3. Con gli altri. La vera umiltà verso il prossimo è di cercare sempre di servirlo: “Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma piuttosto ciò che giudica utile per gli altri” (RB LXXII,7).
4. Con le cose. Siamo certi che l’ordine, la pulizia e il rispetto per le cose materiali contribuisce grandemente nella quotidianità a un clima di pace. Ciò dipende da tutto! San Benedetto ci tiene molto, lui che chiede di trattare “gli oggetti e i beni del monastero con la reverenza dovuta ai vasi sacri dell'altare” (RB XXXI,10), e dichiara che “se poi qualcuno trattasse con poca pulizia o negligenza le cose del monastero, venga debitamente rimproverato” (RB XXXII,4).
Vogliamo trovare la vera pace? Impariamo a vivere nell’umiltà. Ben sapendo che quaggiù la pace è un’assenza di problemi, ma non di battaglia!
La prossima volta, P come perdono.

[Fr. Ambroise O.S.B., “Saint-Benoît pour tous...”, La lettre aux amis, del Monastero Sainte-Marie de la Garde, n. 33, 22 novembre 2019, p. 4, trad. it. di fr. Romualdo Obl.S.B.]

Share/Save/Bookmark

sabato 23 novembre 2019

Ordo Divini Officii 2020

Domenica 8 dicembre 2019 inizia il Tempo dell’Avvento ed entra perciò in vigore il nuovo calendario liturgico. Per quanti desiderano recitare l’Ufficio monastico – che, lo ricordiamo, può essere ascoltato in diretta – e seguire il calendario liturgico nella forma extraordinaria del Rito romano in uso presso l’abbazia Sainte-Madeleine di Le Barroux, è ora disponibile online in formato pdf l’Ordo Divini Officii 2020 (il cui link permanente rimane durante l’anno anche nel menu “Liturgica” del blog Romualdica).





Share/Save/Bookmark

giovedì 7 novembre 2019

Quarantesimo anniversario dell’Abbazia Notre-Dame de l’Annonciation


In questa fine dell’anno liturgico i nostri sguardi si orientano già verso l’Avvento, un tempo specialmente gustato in monastero. L’Avvento ci prepara al ritorno di Cristo in gloria nell’ultimo giorno. Ci prepara inoltre a rivivere il mistero della nascita nel tempo del Verbo eterno. Ma Gesù è nato duemila anni fa. Davvero egli rinascerà il 25 dicembre?
I misteri di Gesù Cristo, spiega il cardinale Pierre de Bérulle (1575-1629), “sono passati quanto all’esecuzione, ma sono presenti quanto alla loro virtù, e la loro virtù non passa mai, né l’amore passerà mai con ciò che sono stati compiuti. […] Questo c’impone di trattare le cose e i misteri di Gesù non come cose passate ed estinte, ma come cose vive e presenti – addirittura eterne – da cui abbiamo anche da raccogliere un frutto presente ed eterno” [Opuscules de pieté, LIV: De la perpétuité des mystères de Jésus-Christ, Editions Montaigne, 1944, pp. 201-202].
La vita liturgica, la vita sacramentale, la preghiera cordiale – in particolare il rosario, che offre alla nostra meditazione quotidiana i misteri di Gesù – sono i mezzi inestimabili che la Chiesa offre alle anime per permettere loro di “raccogliere un frutto presente ed eterno” dalle azioni passate di Nostro Signore. Mettiamo sufficientemente a profitto questi mezzi?
Il 30 ottobre segna il quarantesimo anniversario della nostra comunità. Quarant’anni sono al contempo pochi e molti. È un tempo breve in rapporto alla durata auspicabile di un monastero, nonché lungo in rapporto alla durata di una vita monastica. Così, il Cielo si fa più vicino, e questa prospettiva illumina con la luce dell’eternità i giorni presenti. Vediamo meglio che tutto ci viene da Gesù, che andiamo verso quell’unica realtà eterna e che per noi Gesù è tutto. Siamo quindi ben d’accordo con san Paolo: per noi, “il vivere è Cristo” (Fil 1,21).
Con una viva gratitudine per il vostro sostegno nel corso di questi quarant’anni, noi ci auguriamo, cari amici, che nella vostra vita tutto sia per Gesù. E vi ringraziamo di chiedere per noi la medesima grazia. Sì, faremo del nostro meglio, se lo facciamo per Gesù. E faremo tutto meno faticosamente, perché ogni cosa sembra più facile quando è per Gesù.
Santo Avvento e buon Natale! Che possiamo conoscere la gioia di una nuova nascita del Figlio di Dio nella nostra anima!

[Madre Placide Devillers O.S.B., Abbadessa di Notre-Dame de l’Annonciation, Le Barroux, La Font de Pertus. Lettre des moniales, n. 113, 24 ottobre 2019, pp. 1-2, trad. it di fr. Romualdo Obl.S.B.]

Share/Save/Bookmark

sabato 13 luglio 2019

P come preghiera - San Benedetto per tutti / 11


La fedeltà alla preghiera è la riuscita assicurata della nostra vita spirituale. Per aiutarci, ecco sette pietre miliari tratte dalla sapienza della Regola.
1 – Non si prega “quando si ha tempo”, ma ci si prende il tempo di potere pregare!
2 – La preghiera è essenzialmente una questione di fede e di fede viva. Solo la fede viva ci dà una coscienza chiara della grandezza di Dio e dei suoi diritti, e ci ricorda tutto ciò che Dio ha fatto per noi, i suoi desideri d’unione con noi, le sue promesse d’intimità.
3 – Così, quando vogliamo pregare, attiviamo la nostra fede in questa presenza infinitamente amante di Dio: essa ci precede sempre e non chiede altro che di essere raggiunta semplicemente nella fede.
4 – San Benedetto non esige mai che la preghiera privata sia lunga, ma esorta che sia “frequente” (RB IV) e “pura” (RB XX), cioè che sia fatta “con le lacrime e il fervore del cuore” (RB LII), ben sapendo “che non ci faranno esaudire le molte parole, ma la purezza del cuore e la compunzione del pianto” (RB XX).
5 – Per giungere a questa purezza occorre sapere che c’è un legame essenziale fra “le sante letture” – soprattutto la Sacra Scrittura – e “la preghiera” (RB IV). Le prime, in effetti, vivificando la nostra fede e scaldando il nostro cuore, ci dispongono alla seconda.
6 – Terminata la preghiera, san Benedetto raccomanda “gran silenzio e rispetto di Dio” (RB LII). Detto altrimenti, il tempo trascorso con Dio non ha quale fine di farci smettere, bensì di estendere all’intera nostra giornata la sua presenza e la sua benevola influenza.
7 – Infine, un luogo adatto alla preghiera, dove “non vi si faccia o riponga nulla di estraneo” (RB LII), ne facilita grandemente l’esercizio. Dall’angolo di preghiera domestico alla chiesa più vicina, tutte le soluzioni sono buone.
Auguro a tutti voi una fedeltà rinnovata alla vostra vita di preghiera!
La prossima volta, P come pace.

[Fr. Ambroise O.S.B., “Saint-Benoît pour tous...”, La lettre aux amis, del Monastero Sainte-Marie de la Garde, n. 32, 11 luglio 2019, p. 4, trad. it. di fr. Romualdo Obl.S.B.]

Share/Save/Bookmark