venerdì 5 luglio 2013

Benedetti o maledetti !

Beati i poveri in spirito! Sì, beati quanti si riconoscono poveri di luce e sentono il bisogno di essere istruiti dalla verità che viene dall’alto, e che non pretendono di fabbricarla per mezzo di leggi false. Beati quanti cercano la legge inscritta nella natura umana e nel cosmo. Beati, perché il regno dei cieli sarà loro dato dalla luce che divinizza! Maledetti, al contrario, i ricchi in spirito che si considerano degli dei, poiché chi si esalta sarà umiliato.
Beati i dolci! Sì, beati coloro i quali agiscono rispettando la natura delle cose. Costoro cercano l’armonia fra il cielo e la terra, fra l’anima e il corpo, fra l’uomo e la donna. Beati quelli che, rispettando l’alterità feconda, partecipano al mistero dell’unità. Beati perché essi possederanno la terra dei loro corpi, della loro famiglia e della loro città. Maledetti, al contrario, i dittatori che a mani levate forzano la natura. Chi semina la violenza raccoglierà il caos.
Beati quelli che piangono! Sì, beati quanti vedono il male davanti a sé e ne rimangono emozionati fino al più profondo della loro coscienza. Sono capaci di dire «no» con forza e di ricevere dei colpi. Beati quelli che piangono a causa dei gas lacrimogeni, perché saranno consolati dalla soavità della missione compiuta e da queste parole di Dio: «Entra nella gioia del tuo Maestro!». Maledetti gli insensibili al bene e al male, soprattutto quando riguarda i più piccoli, giacché tutti i sofismi non basteranno a calmare il fuoco eterno della loro coscienza.
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, quanti operano per difendere i diritti fondamentali, in particolare quelli dei più deboli: gli embrioni, i bambini e gli anziani. Come san Benedetto, essi vogliono che questa giustizia sia inscritta nella legge. Sì, beati, perché riceveranno una giusta ricompensa che supera tutto ciò che è asceso al cuore dell’uomo. E maledetti quelli che costruiscono la città sulle sabbie mobili delle passioni disordinate. Riceveranno il castigo delle proprie azioni e di tutte le loro conseguenze.
Beati i misericordiosi, quelli che amano il proprio fratello e detestano i vizi. Essi prendono su di sé il peccato del mondo, a imitazione di Gesù Cristo. Beati quelli che vegliano, che cantano la speranza nelle tenebre, perché sarà loro fatta misericordia, a loro e a tutto il mondo. Maledetti quelli che spronano la legge del più forte, poiché verrà uno molto più forte di loro.
Beati i cuori puri. Sì, beati quelli che hanno buon senso, che possiedono ciò che il Papa Giovanni Paolo II chiamava la grammatica universale della morale. Essi lasciano trasparire nella loro vita e nei loro atti la luce della legge superiore. Beati perché vedranno Dio, Luce eterna e beatificante. Maledetti i cuori ottusi e opachi, perché saranno sprofondati nelle tenebre esteriori.
Beati i pacifici! Sì, beati quelli che danno al mondo la pace costruita sulla base della filiazione e non su un preteso diritto alla figliolanza. Beati, perché saranno chiamati figli di Dio ed entreranno nella grande fratellanza dei santi. Maledetti quelli che profanano questo legame, perché finiranno nella solitudine eterna.
Beati, infine, quelli che soffrono la persecuzione, i colpiti, gli insultati, i disprezzati, gli ignorati. Beati, perché il regno dei cieli appartiene loro. Non perdono nulla di ciò che è grande, e giudicheranno il mondo alla destra del Signore. Maledetti i persecutori, perché saranno perseguitati dai demoni.
 
[Dom Louis-Marie Geyer d’Orth O.S.B., abate del monastero Sainte-Madeleine di Le Barroux, editoriale di Les amis du monastère, n. 146, 30 maggio 2013, pp. 1-2, trad. it di fr. Romualdo Obl.S.B.]

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